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Io vengo al Gruppo perché ho voglia di stare con voi, perché a casa mi annoio sempre. Passo il tempo, coloriamo, rido, facciamo i lavoretti, siamo amici. Abbiamo organizzato una recita dove, oltre ad aver mimato la parte di un giovane che aiutava una persona anziana, ho anche cantato una canzone di Renato Zero! Oggi sono felice di essere qui perché continuo a divertirmi con i miei amici e spero che questo continui ancora per tantissimo tempo!!!
– Fabrizio

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Ero molto emozionata il giorno della Castagnata, infatti mi sono preparata con cura. Mi sono messa dei pantaloni neri bellissimi e un bel maglioncino colorato. È stata veramente una bella giornata perché per la prima volta ho recitato: facevo il sole!!! Non mi sono mai sentita così felice, anche i miei amici scout mi applaudivano. Mi sono sentita brava ed ero attenta a tutto quello che succedeva nel teatro. Sorridevo sempre.
– Silvia

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Prima di trasferirmi a Colli Aniene, ero un giovane dell'ACR, l'Azione Cattolica dei Ragazzi, e non pensavo potesse esistere una realtà altrettanto bella e coinvolgente.
Sì, il Gruppo LUCE non mi fa rimpiangere l'ACR!
Ad esempio, è stato importante per me andare nella sede del Movimento per la Vita romano a prendere le violette da vendere durante la 21ª giornata per la vita del 1999. Ho fatto subito qualcosa di veramente utile e bello!
Al Gruppo Luce ho trovato tanta amicizia e un bel percorso da seguire tutti insieme. Poi, i campi di Santa Marinella sono fantastici!
– Luciano

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Durante la “festa della castagnata” i ragazzi del Gruppo L.U.C.E. si sono improvvisati attori, interpretando una canzone di Renato Zero dal titolo “nei giardini che nessuno sa”. Io interpretavo un albero.
Andrea, personaggio principale, era un anziano seduto su una panchina in un parco, abbandonato dalla famiglia. Poi c’era Basilio che accompagnava Fabrizio a fare una passeggiata.
Arrivati nel parco Basilio lascia solo Fabrizio per andare a prendere un gelato con una ragazza che incontra lì nel parco, Simona. Fabrizio, rimasto solo, comincia a parlare con Andrea. A questo punto ci siamo presi tutti per mano e abbiamo tenuto uno striscione con scritto <> e abbiamo cantato tutti insieme. A me questa festa è piaciuta molto perché c’erano molti ragazzi e ragazze (soprattutto!) e perché abbiamo fatto una cosa diversa dal solito.
Mi piacerebbe partecipare di nuovo ad una festa come questa!
– Gabriele

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Era uno dei soliti pomeriggi d’inverno di alcuni anni fa. Dalla pizzeria dinanzi alla COOP uscivano persone di ogni tipo, mentre un profumo di pizza calda appena sfornata conferiva una caratteristica particolare a quell’angolo di quartiere. Anche Sabina ed io, Maria Teresa ne avevamo sentito il richiamo e, mentre ci accingevamo a mangiarla, un giovane sconosciuto si rivolse a noi con un sorriso cordiale:
- Scusate, siete di questa zona? -
- Sì, abitiamo al Nuovo Auspicio. -
- Bene - disse Giuseppe con invidiabile disinvoltura, avendo notato come mia figlia Sabina, pur se bella e simpatica, fosse una “diversa”
– se volete partecipare ad un gruppo costituito da giovani e famiglie “con problemi”, venite mercoledì alle 18 a S. Bernardette. Accettai volentieri l’invito, soprattutto colpita da quel modo di fare cordiale, ed iniziò la nostra esperienza (anche di mio marito e Sabina) del Gruppo L.U.C.E., una realtà parrocchiale nata con lo scopo di accogliere e far incontrare ragazzi portatori di handicap ed i loro genitori. Questa iniziativa e la partecipazione a tale attività credo siano state determinanti. Attendevo quel giorno della settimana in cui rivedere persone capaci di comprendere la situazione della nostra famiglia, perché coinvolti in una uguale. Le testimonianze di altri genitori sono spesso state in grado di aiutare me e mio marito. Non ci siamo più sentiti gli “unici” nel quartiere con il grave problema dell’handicap, ma si è stabilita tra tutti una solidarietà importante. Fondamentale si è rivelato il ruolo del catechista, animatore dei giovani volontari che, con affetto, semplicità e assidua costanza, hanno seguito i nostri figli, intrattenendoli con attività ludiche e di catechesi al loro livello. Grazie all’impegno di ognuno, e di Barbara nel mio caso, Sabina ha potuto essere preparata alla Prima Comunione ed alla Cresima, prima nel gruppo stesso, poi inserendola in uno di quelli “normali”. Ora continuiamo a riunirci per affrontare temi per noi fondamentali e speriamo di poter insieme cominciare a preparare, con l’aiuto del Signore, una realtà che accolga i nostri “ragazzi” quando noi non ci saremo più.
– Maria Teresa

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Ciao! Sono Alessandro, uno degli animatori “anziani” del Gruppo L.U.C.E. Sono passati diversi anni da quando, appena cresimato, Giuseppe propose a me e ad altri giovani di tentare un’esperienza che nella nostra parrocchia non aveva ancora precedenti. Di alcuni “Sì” nella mia vita mi sono pentito, ma mai di quello che dissi in quell’occasione. Trattare l’argomento “handicap” non si presentò come qualcosa di poco conto ma chi ci aiutò ad affrontare la nuova situazione nel miglior modo possibile furono proprio loro, i ragazzi disabili e le loro splendide famiglie. A poco a poco il Gruppo cominciò a prendere forma e consistenza e così relazionarsi con i “nostri ragazzi” fu presto per me gratificante come poche cose nella mia vita di giovane poco più che adolescente, tanto che oggi posso affermare in tutta tranquillità di dovere molto della mia formazione a loro, anzi moltissimo. Catechesi, giochi, convivenze, sono solo alcuni degli ingredienti che rendono per me speciale questo Gruppo, ma chi lo rende veramente unico sono loro: Fabrizio, Salvatore, Sabina, Stefano, Silvia, Alfonso e tutti gli altri ragazzi che a dispetto di un mondo sempre più complicato sono rimasti semplici. Mille pagine non basterebbero a descrivere e far capire ciò che è possibile provare insieme a loro. Per chi fosse curioso di saperlo c’è un modo semplice che è racchiuso tutto in un sorriso. Venite a trovarci!
– Alessandro